SUL CONTRAPPUNTO

Giacopetti-300x189PERUGIA – Il Contrappunto di oggi sui volti nuovi della politica è proprio quello a cui mi riferisco quando parlo della necessità che a Perugia si dia vita a un percorso di rilancio del Partito Democratico senza retropensieri: l’analisi di Leonardo Caponi ne è piena e risulta fuorviante, inesatta e assolutamente lontana dalla realtà.

Lo è, in primo luogo, quando attribuisce a Carlo Calvieri, Cinzia Bugiantelli e Diletta Paoletti, che ringrazio ancora per la disponibilità a portare un contributo alla riflessione sul rilancio del Pd, funzioni di partito e fini elettorali. Ho già avuto modo di ricordarlo in altre sedi, ma colgo l’occasione per ribadirlo, a scanso di ulteriori equivoci: non è nato nessun nuovo organismo e non appartengono a questo percorso bizantinismi su presunte candidature. A Calvieri, Bugiantelli e Paoletti dovranno aggiungersi – da qui un appello alla partecipazione e a una mobilitazione larga e inclusiva, che rilancio con forza – molte altre voci che possano aiutarci a riconnetterci con quel pezzo di città che l’8 giugno ci ha voltato le spalle e con quegli elettori e simpatizzanti che ci hanno fatto raggiungere quel 49% (a livello cittadino) alle Europee. Voci e contributi che dovranno incontrarsi in occasione di un grande momento di riflessione e confronto con la città, una grande conferenza programmatica del Partito Democratico di Perugia, in cui far incontrare istanze dei cittadini e circoli Pd. Non abbiamo, infatti, bisogno dell’ennesimo appuntamento congressuale divisorio e concentrato sul chi, ma di un appuntamento orientato sul come e sul cosa, di ampio respiro, aperto e trasparente, che coinvolga la città e tutte le forze politiche e sociali vicine al Pd. Proprio per sgombrare il campo dalla sterilità di discussioni sul “chi” mi sono presentato dimissionario all’assemblea comunale del partito, che ha poi ritenuto di respingerle nella convinzione di dover dare vita a una riflessione profonda, serena, non distorta e non all’ennesima conta interna.

E’ evidente che il Pd cittadino dovrà arrivare a questo appuntamento attrezzato al meglio. Con i suoi organismi, segreteria e direzione su tutti, in funzione, cosa cui lavorerò nei prossimi giorni. Ma soprattutto a valle di un percorso di “saggia” riflessione che metta al centro da un lato il significato del voto amministrativo e dall’altro le istanze che provengono dai circoli. Non sarà sfuggito a un osservatore attento come Caponi che un primo momento di discussione – ovviamente da approfondire e sviluppare – intorno all’organizzazione, al radicamento, al funzionamento del Pd è stato volutamente organizzato in occasione della Festa de L’Unità, sabato scorso. Da lì è emersa l’esigenza di spogliarci di alcune incrostazioni autoreferenziali per tornare ad essere efficaci interpreti dei bisogni delle persone. Abbiamo il compito di tornare a dare un’immagine di noi dinamica, aperta, propositiva, proiettata al futuro, di un partito che sa ascoltare e tradurre in concreto le istanze dei cittadini. Di svolgere al meglio, cioè, il ruolo che compete a un partito che continua a consolidare il suo consenso e che col 35% dei voti (e sta qui il voto politico sul Partito Democratico di Perugia) si conferma di gran lunga il primo partito cittadino. Altro che partito in liquidazione! Faremmo, però, torto alla nostra intelligenza se ci nascondessimo l’esigenza di rivedere e aggiornare alcuni strumenti e alcune sfaccettature del nostro modo di far politica. Sono i circoli a chiedercelo, ed è insieme ai circoli che approfondiremo la riflessione su come affrontare al meglio la sfida del cambiamento, senza lasciarci disorientare da ritualità da “conferenza stampa di presentazione del festival di Castrocaro”, ma guardando al futuro e partecipando le nostre scelte con iscritti e militanti e con chi vorrà portare, in maniera disinteressata, il proprio contributo.

Francesco Maria Giacopetti – Segretario PD Perugia