Stop auto ibride una scelta iniqua e pseudo-ambientalista

Nei giorni scorsi la giunta di centrodestra senza alcun preavviso ha revocato le misure premiali che il Comune di Perugia dal 2012 riconosceva alle auto ibride (libero e gratuito accesso alla ZTL, parcheggio gratuito sulle strisce blu, etc.), limitandole alle sole auto elettriche.

Un bel biglietto da visita per l’aspirante Capitale Europea del Verde! Un bel risveglio per le migliaia di perugini proprietari di auto ibride che l’hanno acquistata, magari come unico veicolo del nucleo familiare, facendo affidamento su una serie di vantaggi e incentivi, oltrechè pensando di contribuire al benessere della collettività e del pianeta. Cambiare le carte in tavola da un giorno all’altro e nascondendosi dietro a presunte questioni tecnico/finanziarie è irricevibile.

La transizione ecologica è uno degli obiettivi delle politiche mondiali europee e nazionali e la mobilità ne rappresenta una delle sfide fondamentali. Le politiche industriali stanno profondendo uno sforzo di riconversione ingente tramite aiuti alle case automobilistiche, con anche risvolti occupazionali. Auto elettriche e ibride sono possibili soluzioni, parziali, entrambe con alcuni contro, ad esempio l’impatto delle auto ibride nel ciclo di ricarica e l’inquinamento connesso al ciclo di vita delle batterie delle auto elettriche.

È chiaro che prendendo in esame singoli aspetti di queste nuove tecnologie, l’impatto ambientale potrebbe essere addirittura superiore a quello delle auto diesel e a benzina, ma il tema non può essere ridotto ad una disquisizione tecnico-amministrativa che osserva la questione dal buco della serratura, dimenticando di vedere l’intero.

Chiunque abbia un minino di consapevolezza delle tematiche energetiche ed ambientali sa bene che si tratta di un tema squisitamente politico e globale.

Tutti vogliono un mondo migliore, ma nessuno ne vuole sopportare i costi. Solo così si spiegano gli oltre 100 progetti di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili contestati in Italia, con spesso Enti Locali all’interno dei comitati secondo lo slogan: “Tutti a favore dell’energia green purché non si produca sul mio territorio” (la c.d. sindrome Nimby). Quindi, in base allo stesso approccio miope e provinciale, vanno bene le auto ibride purché nel “ciclo inquinante” non transitino sulle mie strade, non occupino i miei parcheggi, non riducano le mie entrate finanziarie.

Questa impostazione è da respingere con fermezza: il problema è politico e consiste nel percorrere con serietà e convinzione la strada della transizione ecologica, accompagnando lo sviluppo delle forme complessivamente meno impattanti e rispettando le regole annunciate sulle quali la cittadinanza ha riposto il proprio affidamento.

Le auto elettriche hanno un costo nettamente superiore – a parità di segmento – rispetto a quello di tutte le altre forme di alimentazione, e pertanto limitare solo ad esse le agevolazioni comunali aggiunge solo ulteriore iniquità ai provvedimenti, emergenziali e non, relativi alla mobilità urbana che storicamente colpiscono sempre i soggetti a più basso reddito (es. targhe alterne, chiusura delle città ai motori più vecchi Euro 2, Euro 3 etc …).

Una scelta, quella dello stop delle agevolazioni comunali alle auto ibride, calata dall’alto e senza nessun confronto con la cittadinanza, che va in controtendenza anche rispetto alle linee guida per lo sviluppo sostenibile e verde che sta alla base dell’utilizzo dei fondi del Recovery Fund.

Una scelta che nega tutti gli sforzi degli ultimi venti anni per affermare l’idea di una Città intelligente, ecologica e sostenibile anche sotto il profilo della mobilità.

Una scelta “piccola”, che non guarda al futuro e che viola una buona parte del patto con la cittadinanza contenuto nel “Manifesto per la mobilità elettrica e sostenibile”.

Una scelta da ripensare, investendo tutte le somme che occorrono per favorire e incentivare la mobilità alternativa e sostenibile in modo organico tenendo presente, ad esempio il problema della sosta dei residenti del centro così come la possibilità di prevedere nuovi incentivi per le auto ibride da estendersi a tutto il territorio comunale.