SICUREZZA PARTECIPATA A PERUGIA

Crediamo che la partecipazione diretta dei cittadini sia fondamentale per la costruzione di una città sicura. Risulta indispensabile ristabilire un rapporto di lealtà e fiducia tra cittadini, istituzioni di governo della città e pubblica amministrazione, tramite lo sviluppo di campagne d’ascolto volte ad avvicinare istituzioni e cittadini, non solo nella rilevazione delle problematiche, ma anche nel collaudo di possibili strumenti di risoluzione o di argine alle problematicità rilevate.

Nonostante le dichiarazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, il problema della criminalità urbana non si è affatto ridotto e nessuna azione concreta è stata messa in campo. Abbiamo anzi assistito negli ultimi anni ad una vera e propria truffa sulla questione della sicurezza. Stando ai dati Istat sui delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, relativi al 2017, la Provincia di Perugia, dal 2016 al 2017, segna un discreto aumento generale (+3,6%), sul quale incide in maniera considerevole il numero due furti in abitazione, che segna +14,9%.

Il problema della sicurezza tocca varie aree della città, dalla zona di Fontivegge a Ponte Felcino, le questioni sono diverse e gli ambiti su cui agire necessitano a loro volta di differenti azioni.

  • Una dimostrazione di quanto la destra non faccia che uno slogan della questione della sicurezza, è riscontrabile dal fatto che nella riclassificazione delle Questure, quella di Perugia verrà declassata a presidio di secondo livello. L’organico, dopo anni che le stesse forze dell’ordine ne chiedono un incremento, verrà ridotto. Declassare Perugia è una scelta politica grave, che avrà effetti negativi sulla città e che intendiamo contrastare ed invertire. È questo il risultato di una politica leghista fatta di slogan che, chiamata al Governo, impone tagli e dequalifica il lavoro di chi garantisce davvero la sicurezza ogni giorno. La sicurezza è il risultato di un mix di attività che incentivino le forze dell’ordine locale nelle loro attività, conferendo dignità e risorse al loro lavoro, che salvaguardino la stabilità economica ed emotiva delle persone e che offrano la possibilità di vivere e presidiare il territorio.
  • Per incentivare la partecipazione alla sicurezza del territorio da parte dei cittadini, vogliamo sperimentare uno strumento interessante attivo in varie città, che metta anche nelle mani dei cittadini la possibilità di collaborare alla sicurezza del territorio. Parliamo nel concreto di un’APP per la sicurezza partecipata. Un’App con tale scopo, di fronte ad un bisogno crescente di protezione,si rivolge a istituzioni, organizzazioni, imprese, pubbliche amministrazioni e, in generale,a qualsiasi realtà abbia bisogno di strumenti di tutela. Tale App, volta a creare degli strumenti per avere una città sicura, avrebbe una funzione bidirezionale: da una parte le segnalazioni dei cittadini e dall’altra i servizi erogati dal Comune; i cittadini comunicano segnalando situazioni che li mettono a disagio o che avvertono come pericolose; ogni segnalazione viene inviata in tempo reale  ed è geo-referenziata, rendendo veloce e semplice sapere cosa sta accadendo e dove. Il Comune risponde e interviene: grazie alle segnalazioni dei cittadini, l’ente può fornire una serie di servizi per risolvere le criticità in modo tempestivo. Ogni cittadino che ha scaricato l’App sul proprio telefono può segnalare episodi di criminalità o situazioni di pericolo alla centrale operativa della Polizia Locale: ogni utente si registra in modo completamente gratuito al servizio, fornendo nome, cognome e numero di telefono, rendendo possibile al Comando di contattare l’utente per ulteriori informazioni. Più utenti segnalano l’episodio, più cresce l’affidabilità della segnalazione. Ad ogni segnalazione confermata dai fatti o dalla centrale operativa, l’utente guadagna affidabilità per future segnalazioni, al contrario essa diminuisce se le sue segnalazioni non trovano riscontro o vengono smentite da altri utenti. Tale sistema permetterebbe di sviluppare anche un meccanismo di Controllo del Vicinato, che oltre ad assolvere il compito di strumento di segnalazione, permette anche l’adesione e la formazione di associazioni locali per la salvaguardia del territorio. L’App, divisa in più sezioni, può prevedere servizi di informazioni sulla situazione locale e consigli per una “casa sicura” atti a garantire la sicurezza dell’abitazione, nonché programmi di formazione per singoli e famiglie sul tema. Il progetto europeo CITYCoP, promosso dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 e finalizzato al miglioramento del rapporto fra cittadini e istituzioni, fornisce un valido strumento per sostenere economicamente tale progetto, come già successo in altre città italiane. Nel caso di Perugia è auspicabile pensare ad una divisione territoriale che permetta l’estrapolazione di dati utili sulle varie zone al fine del collaudo di operazioni mirate alle differenti esigenze di ogni zona della città.
  • Ad oggi si riscontra un problema concreto di sicurezza in vicoli, luoghi poco illuminati e lontani dal passaggio di macchine e persone.  Esistono a Perugia zone particolarmente sensibili come i vicoli del centro storico, la zona del Bellocchio e di Via del Macello, Ponte Felcino (solo per citarne alcune). Elaborare proposte mirate per le zone di concerto con la cittadinanza e con l’ausilio dei consigli territoriali di partecipazione da noi proposti, sarà fondamentale a garantire la tutela della sicurezza in città. Auspichiamo proficue collaborazioni di presidio del territorio con le associazioni di quartiere che già fanno tantissimo per garantire la vivibilità di molte zone della città.
  • Per quanto riguarda l’aspetto della giusta informazione che il Comune è tenuto a fornire alla propria cittadinanza sulla questione della sicurezza, devo essere sviluppati strumenti di informazione sulle attività intraprese dall’Amministrazione, sui dati della situazione locale, promuovendo una visione a 360° della sicurezza urbana, reperibile dal sito del Comune.
  • Il territorio deve tornare ad essere percepito come un’opportunità non come qualcosa da temere perché minante la propria sicurezza. Sta al governo della città promuovere iniziative volte alla riappropriazione del territorio da parte dei cittadini, che devono essere messi nelle condizioni di rivivere la città positivamente. Se è vero che la sicurezza passa anche dalla vivibilità dei quartieri, uno strumento necessario che metteremo in campo sarà quello di alleggerire le procedure, di competenza comunale, per la richiesta di utilizzo di spazio pubblico per l’organizzazione di eventi nonché la promozione di spazi che andrebbero riqualificati per ospitare eventi ed iniziative. Gli spazi vuoti della città devono tornare ad essere beni comuni messi nelle mani dei cittadini, chiamati ad elaborare, di concerto con l’Amministrazione, progetti volti alla riqualificazione del territorio. Vivere attivamente lo spazio urbano popolandone le strade e riscoprendo un’aggregazione legata alla condivisione e alla “piazza” è uno dei più efficaci meccanismi garanti della sicurezza.
  • Congiuntamente a quanto esposto fin adesso, risulta imprescindibile l’aumento dei progetti di prevenzione e per la promozione della sicurezza da attivare nelle scuole e negli istituti di formazione di cui il Comune dovrà diventare primo promotore e organizzatore. Programmi di integrazione, soprattutto nei confronti delle seconde generazioni, sono un altro passo fondamentale per il sistema di sicurezza cittadino. Il rapporto di reciproco scambio con le comunità straniere presenti in città, che contano 30 mila residenti e un terzo dei bambini nelle scuole perugine, va incentivato e valorizzato anche di concerto con le associazioni operanti in materia che molti progetti hanno già sviluppato nel territorio. Un passo importante per far si che i cittadini si sentano più sicuri è lavorare al fine di garantire i diritti di chi arriva e popola le nostre città e di chi le vive già, di qualsiasi origine essi siano. La retorica populista della destra vede un’equazione tra criminalità e immigrazione che altro non è che una truffa, volta ad alimentare l’odio nelle città e nei rapporti umani.