Ru486: la giunta regionale ritiri la delibera della vergogna

Con l’emanazione delle nuove linee guida da parte del Ministero della Salute, dopo il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità, la battaglia che abbiamo condotto contro la somministrazione della pillola Ru 486 solo se ospedalizzati è stata vinta. Fin dall’inizio, come Partito Democratico, abbiamo espresso il nostro dissenso verso la delibera approvata dalla governatrice dell’Umbria e dalla sua giunta di centro destra che negava alle donne il diritto alla scelta costringendole all’ospedalizzazione di tre giorni per avere accesso ad un sacrosanto diritto sancito dalla Legge 194. Esprimiamo quindi soddisfazione per questo provvedimento del Ministero che consentendone la somministrazione in day hospital senza obbligo di ricovero, riafferma, semmai ce ne fosse bisogno, un diritto alla scelta per le donne che l’amministrazione regionale voleva negare. Un aggiornamento atteso da 10 anni, in linea con le evidenze delle Società scientifiche internazionali di ginecologia e con il principio di appropriatezza, che fissa paletti certi e solidi. Ci auguriamo ora non solo che la Presidente Tesei e la sua maggioranza, in applicazione della legge 194 e delle nuove linee guida, facciano marcia indietro e ritirino una delibera vergognosa, ma soprattutto chiedano scusa alle migliaia di donne che con questo provvedimento si sono viste negare la possibilità di scelta sulla gestione del proprio corpo. Auspichiamo anche un potenziamento dei consultori e dei servizi territoriali ed ospedalieri tali da consentire ad ogni donna scelte informate e consapevoli. Auspichiamo infine che tutti quei personaggi politici, della lega e del centro destra, promotori di una campagna spesso disinformativa e priva di dati scientifici a sostegno, figlia di un inaccettabile retaggio culturale, prendano finalmente atto che la stessa nulla aveva a che fare con la modernità e la difesa dei diritti delle donne.