Progetto Eurocommercial a Collestrada, quando i nodi arrivano al pettine

+++ COMUNICATO STAMPA+++

Progetto Eurocommercial a Collestrada, quando i nodi arrivano al pettine.
UN PIANO COMMERCIALE OBBLIGATORIO AD OGGI INESISTENTE.

Con la riunione di ieri in cui la giunta comunale ha discusso dell’atto di programmazione su grandi e medie strutture commerciali, sono venuti al pettine i nodi di una vicenda a dir poco esemplare. L’adeguamento normativo al quale il Comune deve provvedere per poter dare il via libera ai progetti di grandi opere (vedi Eurocommercial-Ikea), cozza con la dura realtà nella quale un progetto poco chiaro e non partecipato rischia di naufragare nelle maglie della burocrazia. Un modo bizzarro di svolgere il ruolo di amministratore, nel quale prima si approva l’opera da realizzare e poi si disciplinano i vincoli commerciali, ambientali, urbanististici e infrastrutturali (viabilità) della stessa: una gravissima inversione procedurale utile solo per sbandierare in piena campagna elettorale l’approvazione del progetto.

Infatti, il regolamento regionale di cui alla DGR n. 1 del 8/1/2018, che definisce obiettivi e criteri cui i Comuni devono attenersi negli strumenti di programmazione commerciale, dispone, all’art. 6 comma 1, che “I comuni adottano l’atto di programmazione […] entro 180 giorni dall’entrata in vigore del presente “ regolamento.

Ormai sono passati quasi 365 giorni e il Comune è ancora inadempiente. Lo stesso comune nella relazione tecnica firmata dal Dr. Ciccarelli, Dirigente della UO Servizi alle Imprese, poi approvata dal Comune, affermava che “il progetto di Collestrada risulta in contrasto con la vigente programmazione commerciale sulla base della attuale configurazione della dotazione infrastrutturale di viabilità primaria e locale […] che individuano il tratto stradale omogeneo Ponte San Giovanni – Collestrada al livello “rosso” di criticità”.

Perché si è proceduto in piena estate e senza alcun coinvolgimento della popolazione dei territori coinvolti alla approvazione del progetto Eurocommercial visto che “il rilascio dell’autorizzazione commerciale dovrà tener conto dell’atto di programmazione commerciale aggiornato” e che “tale programmazione aggiornata potrà essere sottoposta all’esame del Consiglio Comunale solo a fine anno 2018?” (vedi Del. Giunta Com. n. 57 del 3/08/2018, p.to 4 in premessa e considerando sub lett. b). “Perché non sono stati definiti preventivamente i contenuti del Piano e non si è attesa la sua formale approvazione ?”

La giornata di ieri ripropone con tutta la forza dell’evidenza una delle dieci domande che il Pd di Perugia ha pubblicamente fatto a Romizi e alle quali il Sindaco non ha ovviamente risposto né, udite udite, ha delegato nessuno a rispondere. Certo è che l’avvocato Barelli, attuale vicesindaco della giunta di centrodestra, rinviando l’approvazione ha provveduto a mandare un chiaro segnale al Sindaco, un segnale chiaramente di matrice preelettorale non del tutto svincolato dalla problematica compilazione delle liste. Uno squallido spettacolo di un Sindaco silente già consegnatosi in ostaggio alla Lega che cerca di restare a galla tra le condizioni imposte dai leghisti locali ed i tagli ai Comuni imposti dai leghisti al Governo. Un Sindaco che anziché affrontare le questioni nell’interesse dei cittadini, oscilla tra incontri organizzati dall’ex vicesindaco delle vituperate amministrazioni Locchi e Boccali e cene con un ex segretario del Partito Democratico quando la guida della città era a matrice centrosinistra (saranno i cittadini, a breve, a giudicare se questa è alta politica o trasformismo della peggior specie). In questo delirio per il consenso fine a se stesso, agli interessi dei cittadini vengono anteposti quelli elettorali di Romizi e della destra e la Città è lasciata allo sbando con, ad esempio, auto che di giorno scendono le scalette di Sant’Ercolano e di sera parcheggiano in Corso Vannucci anche grazie ad insensate modifiche alla ZTL.

Ma torniamo ad Eurocommercial. Era l’inizio dell’estate quando il gruppo consiliare del PD chiese un Consiglio Grande a Ponte San Giovanni per discutere con la cittadinanza quella che erroneamente è chiamata la “questione Ikea” ma che in realtà coinvolge un progetto ben più ampio. Sulla base degli accadimenti di ieri rilanciamo con forza la necessità di condividere e partecipare il progetto Eurocommercial e invitiamo la cittadinanza a firmare la nostra petizione che chiede al Primo cittadino di Perugia di rispondere a dieci semplici domande su questa controversa opera.

Non lasceremo che la Città diventi ostaggio delle schermaglie politiche della destra e dell’immobilismo/ignavia del Sindaco. Anche alla luce di quanto accaduto ieri in giunta siamo molto preoccupati circa le possibili implicazioni ambientali, sanitarie e di viabilità che questo potrebbe comportare: sul benessere dei cittadini non si scherza.

Segreteria Pd Unione Comunale Perugia

Gruppo PD Consiglio Comunale Perugia