POLITICHE PER L’INFANZIA

Perugia si è sempre distinta nel campo delle politiche per l’infanzia riconoscendo alcuni grandi valori che sono alla base della qualità dei servizi stessi. Il mantenimento delle 3 scuole dell’infanzia e dei 14 asili nido comunali dà conto di scelte politiche importanti che vogliono che la scuola resti pubblica.

Con la chiusura del brefotrofio e dell’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) a Perugia sono nati i primi asili nido che vedevano la compresenza e l’integrazione di bambini e famiglie culturalmente, socialmente ed economicamente diverse: la rete sociale che ne è nata resta un valore fondamentale per la città, perché è a partire dal contatto, dalla conoscenza e dalla relazione che si gettano le basi per una convivenza pacifica e stimolante.

Per una Città che offre a tutte e tutti eguali opportunità, occorre potenziare l’offerta per fornire un miglior servizio ad un maggior numero di famiglie, evitando ulteriori impennate delle rette.

Occorre anche preservare e sviluppare la proficua partecipazione delle famiglie in materia di mense, vero e proprio modello che la Giunta Romizi avrebbe voluto superare e che solo la mobilitazione popolare e l’impegno dell’opposizione ha consentito di salvaguardare.

Il monitoraggio della qualità dei servizi, la collaborazione con l’Università, il contatto con la comunità cittadina e la connessione con gli altri servizi sono sempre più necessari. La società cambia e diventa necessario rispondere a nuove esigenze di cura e di sostegno, creando per esempio spazi gioco e centri per le famiglie in cui poter ascoltare e attendere ad esigenze diverse.

Uno dei punti di criticità dei servizi per l’infanzia di Perugia è l’altissimo numero di personale che lavora con incarichi annuali o anche di più breve periodo: 52 persone in 14 asili nido non hanno una stabilità di lavoro, né una sede in cui poter lavorare, progettare, creare relazioni stabili con i bambini, con le colleghe, nel quartiere dove vanno annualmente a lavorare.

È dalla conoscenza, dalla relazione interpersonale e col luogo in cui si opera che nascono progetti di lungo respiro, e questa possibilità è vanificata dal continuo cambiamento del personale educativo, che crea ansia e destabilizzazione anche nelle famiglie.

Il concorso per 3 posti (con espletamento a ridosso delle elezioni!) non risolve certo il problema, aggravato anche dall’età avanzata di gran parte del personale di ruolo.

Altra criticità sono le zone verdi a disposizione dei bambini, scarse e, spesso, non curate e prive di adeguate attrezzature e supporti-gioco, laddove la cura e il rispetto per la natura dovrebbe essere il primo, il più importante insegnamento da trasmette ai nostri bambini.