PERUGIA LABORATORIO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

La città di Perugia soffre da tempo di un eccesso di auto private. Perugia ha un indice di motorizzazione pari a 72,67 veicoli ogni 100 abitanti e si colloca tra le prime città d’Italia. Il 76% degli spostamenti avviene con l’auto e moto. Il primo punto di un candidato a sindaco per ciò che riguarda il settore dei trasporti è la promozione di una politica per ridurre l’uso e la circolazione delle automobili private e promuova l’utilizzo di mezzi più sostenibili con l’intento di ridurre inquinamento, traffico e spesso anche efficienza e costo dei mezzi di trasporto.

Lo strumento principale con cui una città pianifica il proprio sviluppo sostenibile è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: il PUMS. In cinque anni di amministrazione il Piano non è stato tra le priorità dell’amministrazione. Solo negli ultimi mesi la giunta ha presentato delle bozze di documento. Troppo tardi per un documento che, per quello che è stato presentato, è in gran parte basato sul piano regionale dei trasporti del 2014 (PRT). Nessuna copertura economica, nessuna proposta di finanziamento se non quella messa a disposizione dei fondi regionali. Qualcosa però questa amministrazione ha fatto. Ha riaperto il centro alle auto (anello di Piazza Italia) promuovendo l’uso dell’auto privata anche nel centro storico. Senza entrare nel risultato di tale operazione, su cui molto ci sarebbe da dire, il messaggio è stato chiaro: le automobili in centro sono benvenute. Risultato: traffico, inquinamento e parcheggio selvaggio fin dentro l’acropoli.

Peccato, perché questa città si è distinta in passato per politiche innovative ad alta sostenibilità, anticipando nei tempi le politiche di trasporto pubblico ora diffuse in tutta Europa.

Il PUMS è un documento importantissimo, sintesi di proposte tecniche e soprattutto approccio culturale. La nuova coalizione civica di centro sinistra a sostegno di Giuliano Giubilei si candida a promuovere e difendere un PUMS in grado di soddisfare le esigenze dei perugini di oggi e di domani, tenendo insieme trasporti ed urbanistica.

1.        ACCESSO A PERUGIA

Dare a Perugia più importanza e centralità è al centro del programma del PD. Il trasporto pubblico sostenibile può avere un ruolo fondamentale per fare di Perugia una città moderna e a misura d’uomo e collocarla al centro della regione. Sia l’accesso alla città da tutta la regione, che il raggiungimento delle parti della città deve essere declinato in modo efficiente ed innovativo tramite:

  • Minimetrò: è necessario completare le opere ancillari di collegamento alle stazioni (e.g. pista ciclopedonale a Pian di Massiano, collegamenti (ponti pedonali) tra via Cortonese e la stazione MM di Fontivegge e da questa verso la parte bassa di Case Bruciate);
  • Tram Treno: a chiarimento delle varie definizioni intendiamo mezzi a basso costo ed impatto ambientale, simili ai tram, che viaggiano sul materiale rotabile ferroviario esistente. Candidiamo Perugia, e più in generale l’Umbria, a sperimentare, prima in Italia, questo sistema in grado di utilizzare l’infrastruttura esistente ed offrire un servizio cittadino ad alta intensità di frequenza collegando le stazioni a valle dell’acropoli (e.g. ponti, ospedale, Ellera) e l’acropoli stessa grazie alla Stazione di Sant’Anna. Il sistema ferroviario collega direttamente il capoluogo a tutte le città principali della regione da Città di Castello a Terni e deve diventare una risorsa importante di collegamento rapido e sostenibile;

I sistemi indicati devono essere integrati in modo da garantire rotture di carico con minimo tempo di attesa.

  • PEDONALITÀ

Andare a piedi è la soluzione più sostenibile di trasporto. Proponiamo una politica per la pedonalizzazione basata principalmente su:

  • un piano marciapiedi: i marciapiedi o più in generale i percorsi pedonli mancano o spesso sono ridotti malissimo rendendo impossibile il transito a tutti i pedoni, soprattutto ai diversamente abili;
  • mappa della viabilità: segnalando i percorsi pedonali con segnaletica apposita o mappe online che indichino i percorsi pedonali ad uso sia turistico che di semplice mobilità cittadina;
  • zone 30: realizzare zone a traffico calmierato, dove è fisicamente impossibile raggiungere velocità elevate e dunque naturalmente diventano adatte anche al traffico di pedoni e ciclisti.
  • CICLABILITÀ

C’è chi dice che Perugia non è una città a misura di bici. Non è vero. In primis ci sono molte aree della città in piano, e anche nei percorsi verticali si possono proporre numerose soluzioni a partire dalle biciclette a pedalata assistita. La verità è che le poche esperienze fatte finora non sono riuscite ad avere successo perché non sono state accompagnate dallo sviluppo delle piste ciclabili accessibili a tutti. Le nostre proposte:

  • Realizzazione di veri e propri progetti che combinino la realizzazione dei percorsi ciclabili, incluse rastrelliere o integrazione con TPL, ad iniziative di promozione e pubblicizzazione dei percorsi, partendo da quelli più attrattivi;
  • Zone 30: si veda il relativo punto sulla pedonalità;
  • Bici in centro: se è vero che l’accesso all’acropoli si scontra con la difficoltà delle salite, la città dispone già di vari livelli concentrici stradali e non (percorsi a torta) in grado di collegare la città a livelli che, non a caso, intercettano fermate del Minimetrò. E’ necessario attrezzare e promuovere i percorsi.
  • RIPROGETTAZIONE ALTA FREQUENZA URBANA

Alcune zone della città sono ad altissima frequenza di percorrenza ed in alcuni orari. E’ necessario integrare alcune delle soluzioni individuate per l’accesso a Perugia con alcuni percorsi prioritari:

  • Ospedale Silvestrini (Stazione, navette con Minimetrò, nuova stazione Minimetrò)
  • Città dello Sport (piste ciclabili e navette elettriche che colleghino i vari impianti sportivi di Pian di Massiano)
  • Centro Storico (minibus elettrici che attraversano l’acropoli salvaguardando Corso Vannucci)
  • Università (Conca, Monteluce, Ingegneria devono essere collegate alle arterie principali ed ottimizzare un servizio a misura di studente)
  • Aereoporto (è incredibile che non ci sia un collegamento diretto)
  • Mobilità notturna (il progetto GIMO deve essere rinnovato)
  • INFRASTRUTTURE

Le proposte sono tutte a basso impatto infrastrutturale. Per quanto le infrastrutture per il trasporto siano un investimento importante è necessario ridurre al minimo l’impatto ambientale dei sistemi dei trasporti in termine di consumo di suolo, impatti visivo ed acustico. L’aggiornamento delle infrastrutture e dei mezzi verrà sempre implementato con sistemi di monitoraggio e misura ITS (Intelligent Transport System) in modo da poter aggiornare e migliorare i servizi continuamente e riportare alla popolazione i vantaggi dei nuovi servizi in termini di qualità del servizio e di riduzione dell’impatto ambientale.

Lo sviluppo delle infrastrutture verrà implementato il più possibile in concomitanza di altre manutenzioni, cosa che doveva essere fatto in concomitanza dei lavori di rifacimento dei manti stradali si pensi, per esempio, alle piste ciclabili.

  • MOBILITY MANAGER

Per poter coordinare e promuovere politiche sostenibile serve rafforzare il ruolo del mobility manager comunale per:

  • promuovere politiche di car pooling individuando strumenti di monitoraggio e premialità, come avviene in alcune realtà aziendali;
  • attrarre servizi di car sharing, in collaborazione con i servizi di trasporto già esistenti;
  • destinare parte dell’introito delle multe a progetti di mobilità sostenibile, compreso il finanziamento di start-up dedicate al settore;
  • individuare finanziamenti nazionali ed internazionali per supportare i progetti più innovativi di mobilità;
  • promuovere tariffe sempre più puntuali in base alla tipologia di utente e sviluppare, in collaborazione con il gestore del servizio, il biglietto unico elettronico;

La città di Perugia ha una grande potenzialità in quanto tutto il trasporto su ferro e su gomma è gestito dalla stessa azienda. È necessario concordare un percorso che accompagni la città a ridurre l’uso del mezzo privato accogliendo e promuovendo le nuove tecnologie: dal tram-treno, ai veicoli elettrici e guida automatica fino ad arrivare, un giorno non poi così lontano, ad una città senza auto. Per fare ciò è necessario tornare a sperimentare, in collaborazione con il gestore unico, le nuove soluzioni in modo convinto, candidando Perugia come laboratorio di mobilità sostenibile.

Le soluzioni tecniche per sviluppare un trasporto cittadino sostenibile sono un elemento fondamentale per poter far crescere il territorio e consegnare, come dettame dello sviluppo sostenibile, la città alle prossime generazioni bella e sana così come noi l’abbiamo ricevuta dai nostri genitori. Le soluzioni tecniche sono però inutili se non accompagnate dallo sviluppo di una cultura della sostenibilità e della condivisione. Cultura che l’attuale amministrazione non è stata in grado di promuovere. Serve una nuova amministrazione in grado di promuovere una politica che ponga il bene comune, la qualità dell’aria, la sicurezza, il verde cittadino, al centro della strategia di gestione dei trasporti, ma ancor prima nella cultura e nelle sensibilità della popolazione.

Trasporto sostenibile e sviluppo socio-economico non sono contrapposti. Da più parti del mondo impariamo come l’economia sostenibile può diventare il motore primo della crescita economica e del benessere di una città.