PERUGIA E’ GIA’ INTERNAZIONALE

Risposta-a-SEVERINIGent.ma Assessore Severini, dopo aver letto la sua intervista pubblicata domenica sulle colonne di questo quotidiano, parecchie domande restano senza risposta. Lei dichiara:“Sfido chiunque a lavorare senza denaro”. Le risorse sono poche, è vero, è da tempo che è così. Ma oltre a segnalare la difficoltà, cosa ha intenzione di fare per reperirne di nuove? Inoltre, qual è la prospettiva delle politiche culturali per Perugia? Perché al di là delle ricostruzioni caricaturali, della retorica del vecchio e della volontà di cancellare ogni traccia del passato, approcci che a fatica si conciliano con l’auspicato sviluppo culturale della Città, rimane forte la sensazione di un desolante vuoto di idee e progettuale e grande la perplessità su dove ha intenzione di portare le politiche culturali di Perugia.

Attendiamo fiduciosi di conoscere i contenuti del nuovo sito da Lei annunciato, per capire se oltre ai tagli e alla polemica preconcetta con ciò che c’è stato, esiste una visione, un progetto, un’idea, che abbia a che fare con il ruolo di Perugia città capoluogo e guida per l’Umbria, che sappia mettere a valore le immense potenzialità architettoniche, paesaggistiche, culturali, ma anche umane che vivono in città, condividendo un disegno complessivo, partecipando una rete diffusa di percorsi che sia in grado di fare della cultura elemento trainante della ripresa non solo per Perugia, ma per l’Umbria.

La nostra preoccupazione è quella dei tantissimi perugini che ascoltano da mesi tante promesse e parole senza che a queste seguano i fatti. Nell’attesa, può stare certa che insieme a loro terremo gli occhi ben aperti (come vede, su un punto siamo d’accordo: la bella citazione di De Gregori) e non resteremo in silenzio di fronte al tentativo di dimezzare la politica culturale della Città, limitandola solo a pochi ed onerosi progetti di internazionalizzazione (alcuni dei quali, peraltro, ereditati dalla precedente amministrazione). Come se Perugia non fosse già, da tempo, una Città culturalmente internazionale riconosciuta come tale in Europa e nel Mondo. A cosa serve un approccio riduttivo ed ottocentesco superato in tutte le città più dinamiche d’Europa, che porterebbe Perugia indietro di decenni? Nella convinzione che la cultura sia non solo volano dello sviluppo e della ripresa economica locale, ma anche strumento di democrazia, di cittadinanza attiva e di partecipazione, oltreché antidoto per ogni discriminazione, esclusione e solitudine – in sintesi: il più potente mezzo per attuare la nostra Costituzione.

Nelle prossime settimane il PD di Perugia si confronterà su questi temi centrali con operatori, cittadini ed associazioni culturali. Naturalmente, la inviteremo: potremo condividere, se vorrà, alcuni dei bisogni e delle aspettative di una Città che è molto più avanti di come Lei la dipinge. C’è una gran voglia, da parte di tanti cittadini e di tanti giovani, singoli ed associati, di mettersi in gioco e portare un contributo alla vita culturale cittadina. Servono gli spazi adeguati e le risorse necessarie ad accogliere queste spinte, serve sapersi aprire, non chiudere, serve investire sul futuro e sulla crescita culturale di un’intera Città. E servirebbe capire che un laboratorio di cultura partecipata vivifica la Città tanto quanto una grande mostra internazionale. Perugia merita un taglio alle polemiche, non alla voglia di cultura.

La Segreteria PD Perugia