Perugia ha bisogno di una svolta politica. A partire dal Congresso del PD

documento politico della Segreteria comunale dimissionaria

1) Il Partito Democratico di Perugia ha attraversato un triennio molto travagliato e difficile sia per il riflesso locale delle vicende nazionali sia a seguito della traumatica sconfitta elettorale del giugno 2014.

Fu allora opinione prevalente di non svolgere immediatamente un Congresso straordinario, che si sarebbe risolto in un conflitto ancor più acuto sulle responsabilità e di avviare un percorso di ricostruzione del rapporto con la Città attraverso l’attività degli organismi che erano stati eletti da pochi mesi, organizzando una Conferenza programmatica (“Perugia Work in Progress”).

Pur tra molte difficoltà, l’impegno non è mancato e questa attività ha avuto fasi positive, consentendo di arricchire con proposte partecipate nei circoli il programma elettorale regionale e di partecipare alle successive competizioni elettorali con un Partito presente e attivo che ha conseguito a Perugia risultati in linea quando non migliori degli andamenti nazionali e di quelli medi umbri.

Come dimostrano i risultati elettorali e ora la vicenda congressuale nazionale, pur tra notevoli criticità da non sottovalutare come il calo degli iscritti e della partecipazione alle Primarie, il PD a Perugia resta la principale organizzazione politica e ha risorse umane e di cultura politica per affrontare la sfida del cambiamento e dell’alternativa all’“immobilismo dinamico” della Giunta di centro-destra.

Siamo tuttavia consapevoli dei limiti e dei problemi aperti. Per risolverli riteniamo necessario avviare da subito il percorso congressuale e di svolgerlo con i tempi e gli approfondimenti necessari.

2) Stante anche la sconfitta elettorale e la conseguente collocazione all’opposizione, la complessa dialettica interna del PD non ha dato luogo a Perugia ai forti contrasti che si sono registrati in altre Città dell’Umbria, ma è mancato in questi anni (per quanto inutilmente sollecitato) l’attivo coinvolgimento di tutte le componenti nella vita del Partito nell’elaborazione della proposta politica e nel rapporto con la Città. Occorre superare le divisioni frutto di mero “posizionamento” o di personalismi, privilegiando ed aiutando uno sforzo unitario volto a costruire un progetto largo e condiviso per la Città.

Il Congresso si propone di ottenere una partecipazione e un contributo unitario, pur senza mortificare le articolazioni interne, alla gestione del Partito e alla azione di rilancio.

La vita di base del Partito deve essere riconsiderata da un punto di vista politico, aumentando il potere e l’autorevolezza dei Circoli e riorganizzata dal punto di vista territoriale. Oggi abbiamo una articolazione molto frammentata (28 Circoli di cui 11 senza Segretario) e scarsamente incisiva in importanti aree della Città, con le criticità rilevate dalla studio approfondito realizzato nel 2016 (Rapporto “Luoghi Ideali” coordinato da Fabrizio Barca).

La recente scissione e la nascita di MDP ha visto a Perugia numerose e importanti adesioni, in gran parte di dirigenti e quadri storici del Partito ma anche di giovani che ricoprivano ruoli di primo piano, i quali all’esito della vicenda referendaria hanno scelto di abbandonare il PD anziché partecipare al Congresso e alle Primarie, ritenendolo un luogo inadeguato alle sfide da affrontare.

Nel ribadire il nostro giudizio molto critico verso questa operazione – che rischia, come già altre volte in passato, di sottrarre idee alla dialettica interna al PD per confinarla in una piccola minoranza identitaria, che dovrà trovare uno spazio nella babele della sinistra di opposizione – da parte nostra eviteremo astiose polemiche e faremo tutto quanto è possibile per dimostrare che la loro valutazione era affrettata ed errata.

Il momento non certo favorevole per la sinistra europea e le pesanti ricadute della crisi economica e sociale interrogano tutti sulle forme, sugli strumenti e sui contenuti dell’azione politica, imponendo un ascolto e un confronto aperto e proficuo sul merito delle questioni, sui problemi e le prospettive della Città intesa come sintesi, e non semplice sommatoria, dei territori che la compongono.

Per tutte queste ragioni, si propone di iniziare la fase congressuale con una vera e propria Conferenza di Organizzazione, da tenersi prima della pausa estiva, che ridisegni la mappa e ripensi il ruolo dei Circoli per procedere poi a rinnovarne segretari e direttivi con un’apertura alle tante forze nuove che hanno partecipato alle Primarie.

3) La campagna congressuale sarà anche occasione per un giudizio ponderato, motivato e condiviso sui tre anni di governo della Giunta Romizi e sull’attività del nostro gruppo consiliare che, formato da personalità di diverso orientamento ed esperienze, va sostenuto e accompagnato nella non facile azione di opposizione nei ristretti margini istituzionali. Sul gruppo si è scaricato ovviamente l’effetto traumatico dell’esito elettorale, le divisioni tra le componenti del PD e la difficoltà del Partito nell’elaborare le ragioni profonde e di sistema della sconfitta. Eppure, anche se non sempre in armonia e sintonia tra i vari membri del gruppo su specifiche questioni, è complessivamente emerso il profilo per noi nuovo di opposizione, con puntuale contestazione dell’incerta e inconcludente attività della Giunta e delle politiche di maggioranza lontane dalle aspettative di novità e di cambiamento. L’attenzione ai costi, da sola, senza alcuna politica (sociale, culturale e di sviluppo locale) per assicurare servizi di qualità in tutto il territorio comunale, non è in grado di offrire risposte ai bisogni dei cittadini, i quali oggi sono più soli e meno garantiti.

Il Comune di Perugia dopo tre anni, il governo e l’opposizione saranno quindi il tema di uno specifico approfondimento di preparazione del Congresso, da tenersi nel mese di settembre.

4) Svolgere il Congresso non può ridursi ad un compromesso al ribasso tutto interno al Partito, ma è tutt’uno con l’analisi della situazione della Città, dei bisogni dei cittadini, delle nuove criticità e delle possibili prospettive di sviluppo. Bisogna avviare da subito un percorso di ascolto delle forze vive della società, di chi paga i costi della crisi come di chi si sta impegnando con progetti e iniziative per venirne fuori. L’esperienza dei Forum ha dimostrato le potenzialità di un ascolto che raccoglie anche tanti elementi progettuali, ma è stata troppo episodica e discontinua e deve essere rilanciata in preparazione e a seguito del Congresso. Le elezioni comunali si terranno tra 24 mesi e il tema centrale sarà il confronto tra le diverse visioni e proposte di futuro di Perugia, tra chi si accontenterà di “galleggiare” e chi proporrà politiche innovative per aprire e consolidare un ciclo di sviluppo dando risposte credibili ai crescenti bisogni diffusi e nuove prospettive al lavoro, la cui carenza è una delle criticità più importanti.

Sempre come fase di preparazione del Congresso e per favorire una relazione di ascolto e proposta programmatica per la Città che proseguirà successivamente, riteniamo necessario un specifico incontro pubblico da tenersi nel mese di settembre.

5) Il Congresso potrebbe quindi aver luogo all’inizio di ottobre, all’esito del percorso sopra delineato, necessario non solo a restituire credibilità ed autorevolezza al PD cittadino rendendolo utile alla Città, ma anche ad evitare il rischio di uno sterile “Congresso-conta” lontano dai contenuti e finalizzato solo ad una misurazione fine a se stessa dei rapporti di forza interni al Partito.

Le fasi e gli appuntamenti qui indicati dovrebbero essere coordinati da una Commissione per il Congresso, autorevole e rappresentativa nell’ottica di un percorso il più possibile unitario.

Riteniamo di aver svolto una funzione positiva nel periodo di mandato tentando di seminare in un terreno con scarsa agibilità politica, ma siamo consapevoli dell’esigenza di un cambio di passo e di aprire una fase nuova.

Serve un PD operativo, efficace e riconoscibile nei territori e in Città, credibile punto di riferimento della collettività (e non strumento di singoli potentati o di singoli gruppi), serve un PD progettuale in grado di costruire un’alternativa credibile alla “rimozione delle questioni” o all’ormai consumato alibi dell’“io non c’ero”, metodi che hanno contraddistinto questo triennio di amministrazione di centro-destra e che hanno portato Perugia ad essere meno solidale, più provinciale, meno europea, più estranea alle Istituzioni di alta cultura (le due Università e l’Accademia delle Belle Arti), e sostanzialmente disinteressata al proprio ruolo di capoluogo di Regione.

Si tratta di aprire un processo democratico, aperto e partecipato, per sviluppare le potenzialità notevoli del PD a Perugia, necessaria precondizione anche per la futura selezione della classe dirigente e delle candidature, che dovrà fondarsi sull’impegno nei contenuti, sul radicamento nei territori e sul confronto con la cittadinanza.

Per consentire l’avvio di questo non più rinviabile percorso, consapevoli che serva una “scossa”, la Segreteria rassegna le proprie dimissioni.

Percorso preparatorio al Congresso

A) Nomina di una Commissione per il Congresso autorevole e rappresentativa che coordinerà gli appuntamenti e le fasi sino al Congresso.
B) Giugno 2017: Conferenza di organizzazione (obiettivo: ridisegnare la mappa e ripensare il ruolo dei Circoli per procedere poi a rinnovarne segretari e direttivi con un’apertura alle tante forze nuove che hanno partecipato alle Primarie aperte).
C) Settembre 2017: Seminario di approfondimento sul Comune di Perugia, il governo della Giunta Romizi e l’opposizione dopo tre anni.
D) Settembre 2017: Conferenza programmatica (obiettivo: ascolto e costruzione di una proposta programmatica per la Città, da proseguire anche successivamente).
E) Ottobre 2017: Congresso PD Perugia

Perugia, 29 maggio 2017

La Segreteria Pd Perugia