Pd Perugia. La chiusura scuole non è solo un problema di trasporti e di tamponi, servono anche bouns baby sitter, incentivi allo smart working e aiuti per colmare le diseguaglianze digitali

L’aggravarsi della situazione pandemica in Umbria e a Perugia richiede di essere affrontata dalle istituzioni con ogni mezzo, anche con le chiusure delle scuole se questo è necessario. “Prima la salute” è un principio sacrosanto che applichiamo allo stesso modo a livello nazionale e locale. Ciò che però non si può accettare è il vergognoso rimpallo di responsabilità tra Comuni e Regione sulla chiusura delle scuole che per giorni ha gravemente disorientato i cittadini, snervati da una comunicazione tardiva e inefficace, e già provati dalle ripetute chiusure di questi mesi. L’ordinanza del Comune, presa su indicazione della USL, della Regione e di Anci, determina una chiusura delle scuole quasi da lockdown totale: le scuole primarie e le prime medie non sono mai state chiuse neanche nelle zone rosse. Giunti a questo punto, date le gravi mancanze degli ultimi mesi, forse è un provvedimento inevitabile, che però pone seri e gravi problemi ai ragazzi e ai genitori. Scuole chiuse e luoghi di lavoro aperti significa lasciare soli a casa i figli a fare la DAD. Per i minori di 14 anni è una situazione impossibile, che configura oltretutto il reato penale di abbandono di minore (art. 591 codice penale). Dobbiamo evitare che i genitori portino i figli più piccoli dai nonni, generando una situazione di potenziale pericolo molto maggiore della presenza a scuola. Chiediamo al Comune di Perugia e alla Regione Umbria di adottare da subito, almeno per le famiglie con figli minori di 14 anni, provvedimenti che favoriscano il ricorso allo smart-working nelle aziende, accompagnati da uno stanziamento straordinario di risorse da destinare alla erogazione dei “bonus baby-sitter” per le famiglie. In più, al fine di evitare l’acuirsi di disuguaglianze, chiediamo di verificare la reale capacità delle famiglie di accedere alla rete oltre alla disponibilità per le stesse del possesso degli apparati tecnologici al fine di permettere agli studenti di poter seguire, soprattutto nelle famiglie numerose e in quelle a basso reddito le lezioni a distanza.