PD DI PERUGIA RIPARTE DA PARTECIPAZIONE E APERTURA ALLA SOCIETA’ CIVILE

Pd-perugiaPERUGIA – “Apertura e partecipazione”. Passa da qui il rilancio del Pd di Perugia. Ne è convinto il segretario Francesco Giacopetti che questa mattina, in conferenza stampa col segretario regionale Giacomo Leonelli, ha voluto “testimoniare un’attenzione forte alle tematiche della sconfitta di Perugia e offrire elementi di riflessione relativi al rilancio del Pd di Perugia”.

“Riflessioni – ha spiegato Giacopetti – da ampliare e sviluppare in queste settimane per approdare a un progetto da sottoporre all’attenzione dell’assemblea”. “Abbiamo bisogno di aprirci – secondo il segretario comunale – di partecipare, con responsabilità e spirito di collaborazione. Nessuno può permettersi di stare alla finestra, perché come abbiamo condiviso le responsabilità della sconfitta ora abbiamo necessità di condividere l’apertura di una fase nuova per il Pd cittadino. Lavoreremo, dunque, insieme, anche con gli altri livelli del partito, così come indicato dall’assemblea comunale e secondo la road map che il regionale ha approvato all’unanimità quasi un mese fa. Ci confronteremo con i circoli, per capire di cosa c’è bisogno per ripartire. Ma soprattutto ci apriremo al contributo della società civile, senza retropensieri e per il bene di Perugia”. “Quello che abbiamo in mente – spiega ancora Giacopetti – è dare vita a un grande momento di mobilitazione, di riflessione e confronto con la città, una grande conferenza programmatica del Partito Democratico di Perugia, in cui far incontrare le istanze della città e delle strutture territoriali del partito. Perché non abbiamo bisogno dell’ennesimo appuntamento congressuale divisorio e concentrato sul chi, ma di un appuntamento di ampio respiro, aperto e trasparente, che coinvolga la città e tutte le forze politiche e sociali vicine al Pd”.

“E’, poi, evidente – secondo Giacopetti – che dovremo approdare a un momento così importante attrezzati ed è per questo che da subito, insieme ai circoli, dovremo ripensare, aggiornare e rendere utili e funzionanti le nostre strutture. Un percorso che iniziamo in occasione della Festa de L’Unità, al via venerdì, con un grande appuntamento in calendario nella giornata di sabato (ore 10.00) aperto a circoli, iscritti e simpatizzanti su cosa non funziona  nel partito e su cosa andrebbe fatto. L’auspicio è che venga raccolto il nostro appello alla più ampia partecipazione possibile”.

“Il tema della sconfitta di Perugia – ha sottolineato Leonelli – ha naturalmente investito il Partito Democratico anche a livello regionale e nazionale. Anche con il contributo dei rappresentanti della segreteria nazionale Guerini e Bonaccini, intervenuti in occasione delle assemblee comunale e regionale, abbiamo formulato una diagnosi, per evitare di sbagliare la terapia. E abbiamo evidenziato come a Perugia l’elemento più marcato relativo alla sconfitta sia legato alla rottura tra il partito e l’opinione pubblica, tra il Pd e un pezzo di città che guarda al centrosinistra ma che l’8 giugno non ha accordato la sua fiducia al nostra progetto”. Insomma, “il nostro ‘mercato’ elettorale di riferimento – insiste Leonelli – è in particolare rappresentato da quelle 21mila persone che alle europee hanno votato Pd e non lo hanno fatto alle amministrative per una scelta politica consapevole”. “Dobbiamo – allora – ricostruire un rapporto con quel pezzo di città, in primo luogo riconoscendo di essere stati autoreferenziali e aprendo una fase nuova di apertura”. Come? “In alcune città – spiega Leonelli – abbiamo scelto percorsi di commissariamento o di tutoraggio, ma a Perugia abbiamo deciso di ribaltare la situazione e abbiamo chiesto il contributo di alcune figure per un percorso innovativo, che riparta dal basso, senza soluzioni verticistiche, per capire lo schiaffone, diretto e senza acrobazie, che i cittadini hanno scelto di darci e rompere incrostazioni di autoreferenzialità”.

L’accademico Carlo Calvieri, l’imprenditrice Cinzia Bugiantelli e l’assegnista di ricerca nonché esponente di un’importante associazione di cultura politica Diletta Paoletti sono i primi ad aver risposto all’appello del Pd a un contributo per la ripartenza. Ma il numero è destinato ad aumentare. “E’ un percorso che deve rimanere aperto e inclusivo”, spiegano Giacopetti e Leonelli. Perché “c’è bisogno di una mobilitazione larga”.

Per Calvieri, che scherza sul fatto di essere stato il controrelatore di Andrea Romizi in sede di discussione di laurea, “c’è bisogno di una fase nuova, di forte apertura” e di una buona opposizione, che “capisca i bisogni della collettività”. Perché “è complicato il ruolo della politica quando si amministra, ma lo è anche e soprattutto quando si è opposizione”.

Bugiantelli ha voluto testimoniare le “difficoltà del mondo della piccola e media impresa, che di fatto rappresenta il tessuto economico della città e della regione”. Anche da lì dovrà arrivare un contributo importante per ripartire.

Un contributo per “ammorbidire i confini tra il partito e l’esterno” anche da Paoletti.