“Non aumenti, ma rinvii ed esenzioni per la Tari e nuove politiche in materia di igiene urbana”.

Così il PD di Perugia, che chiede alla Giunta Romizi un cambio di passo e di direzione. Le modifiche alla procedura di calcolo della tassa sui rifiuti introdotte con il decreto legislativo sull’economia circolare (Dlgs 116/2020), non consentono più ai Comuni di assimilare i rifiuti speciali a quelli urbani. Questo determina, di fatto, una detassazione di tutte le attività produttive a fronte di costi complessivi del servizio che risultano addirittura aumentati. La prevedibile conseguenza era un consistente aumento della tariffa rifiuti (Tari) in quella che sarà una possibile escalation nei prossimi anni, a meno che la raccolta differenziata non raggiunga livelli tali da compensare una auspicabile riduzione dei costi. Vogliamo sottolineare come il punto non sia la minore pressione sulla tariffazione per le utenze non domestiche, ma aver fatto ricadere il mancato gettito di questi “sconti” in capo ai cittadini, che proprio in questi giorni stanno ricevendo a casa i salati avvisi di pagamento della quarta rata a conguaglio. Purtroppo questa situazione era già chiara il 28 settembre quando, in consiglio comunale, la maggioranza votò l’aumento della Tari.

Tutti ricordiamo le promesse di poco più di un anno fa quando il Sindaco Romizi parlava addirittura di una riduzione della tariffazione per la nettezza urbana. Colpisce, a fronte del mutato quadro normativo, l’assenza di una visione politica in tema di rifiuti e riteniamo sia giunto il momento di cambiare passo e direzione per due motivi: occorre intervenire in modo più deciso a tutela delle fasce deboli, di quei cittadini e famiglie così duramente colpiti dalla recessione; i rifiuti vanno trattati come risorse economiche realizzando i necessari investimenti. Non è più il tempo dei tentennamenti, delle ambiguità, delle parole o delle promesse non mantenute. Il Comune di Perugia, socio pubblico di maggioranza relativa in Gesenu, deve avere un ruolo da leader nel panorama regionale, estendendo al massimo misure di rinvio e di esenzione dei pagamenti in una fase di emergenza sanitaria ed economica come quella attuale. Si faccia promotore, coinvolgendo tutti gli altri Comuni, di un’azione tesa, nelle sedi opportune, a chiedere misure incisive per la riduzione dei costi di smaltimento e delle tariffe. In tal senso, sempre in quanto socio di Gesenu, sarebbe interessante conoscere le posizioni del Comune sul tema degli investimenti e del rinnovamento degli impianti, fattori chiavi per l’abbattimento dei costi. In altre parole ci chiediamo se, noto il rischio di aumento delle tariffe, non fosse stato il caso, già negli anni scorsi, di affrontare il tema dei necessari investimenti piuttosto di promettere improbabili riduzioni della Tari.

Infine il sindaco, insieme alla sua giunta, cominci ad interrogarsi sui motivi per cui questa Città, in un clima di deflazione generale, sia una tra le poche in Italia in cui prezzi e tariffe aumentano costantemente erodendo i sofferenti redditi delle famiglie e si impegni a rimuoverne le cause, fornendo le risposte che i perugini e gli umbri chiedono. Su questi temi ed obiettivi, il PD di Perugia è disponibile al confronto e alla collaborazione istituzionale