#CONSIGLI TERRITORIALI DI PARTECIPAZIONE

I CITTADINI PROTAGONISTI DI UNA NUOVA STAGIONE POLITICA ED AMMINISTRATIVA DI PERUGIA 

PREMESSA

La partecipazione dei cittadini alla vita sociale, politica e amministrativa è stata una costante nella vita della nostra Città sin dalla metà del secolo scorso.

Nel luglio del 1944, ad appena un mese dalla liberazione, Aldo Capitini, primo in Italia, riunì a Perugia in Viale Indipendenza i COS, Centro di Orientamento Sociale, primo esperimento di democrazia diretta e decentramento del potere, spazio pubblico aperto alla libera partecipazione dei cittadini, ambiente progettuale e spazio politico di confronto fra amministratori e amministrati. L’esperienza dei COS da Perugia si estese a tantissime città in Umbria ed in tutto il Paese.

A seguire, sempre su input di Capitini, furono istituiti i COR, Centro di Orientamento Religioso e fu organizzata la Marcia della Pace Perugia – Assisi.

Nei primi anni ’70 il Comune promuove i Consigli di Quartiere, prima esperienza di partecipazione promossa a livello di territorio, la cui positiva esperienza cesserà con l’avvento delle Circoscrizioni.

Nel novembre del 1976, infatti Perugia, assieme a Novara ed Arezzo, per prima chiama i propri cittadini alla elezione diretta di 21 circoscrizioni comunali, quali organi della partecipazione.

Si realizza così un grande momento di vicinanza e sintonia fra l’Amministrazione comunale e i cittadini, nonché un sentire civico di unitarietà in tutto il territorio comunale: dal centro storico ai grandi quartieri allora in fase di sviluppo, sino alle frazioni più decentrate, tutti si sentirono partecipi della vita della Città.

Negli anni successivi, alle Circoscrizioni vennero assegnate deleghe, fondi e personale affinchè accanto al ruolo di partecipazione alla vita cittadina, le stesse diventassero anche organi del decentramento amministrativo, diminuendone il numero a 13.

Forse con l’unica eccezione del centro storico, esse divennero un esempio di impegno civico e un caposaldo dell’identità dei territori, consentendo e promuovendo il coinvolgimento diretto di tante donne ed uomini al miglioramento dei territori e della Città, rafforzando nei cittadini l’importanza ed il ruolo delle istituzioni.

Dall’abolizione delle circoscrizioni in poi, la nostra Città ha perso un importante strumento, che consentiva a Perugia di poter crescere e svilupparsi, dai territori cittadini più periferici fino a quelli più centrali, in modo omogeneo e costante, grazie alla vicinanza degli organismi decentrati, che garantivano partecipazione e maggiore attenzione verso le problematiche delle varie zone della Città.

Le circoscrizioni, per come le abbiamo conosciute in passato, davano la possibilità a tanti cittadini di potersi mettere in gioco in prima persona, candidandosi al consiglio del proprio territorio per contribuire alle attività dei quartieri rappresentati. Dalla loro abolizione (art. 17 d.lgs 267/2000, modificato dalla legge 42 del 26.03.2010), l’utilizzo dello strumento della partecipazione è stato lasciato in mano alla sensibilità (maggiore o minore) delle varie Giunte comunali che si sono susseguite. Non può essere certo questo il modo per affrontare il cruciale tema della partecipazione! È invece urgente dare un segnale di modernizzazione delle forme di partecipazione della Città affinché anche Perugia possa dotarsi di strumenti strutturati idonei per affrontare la complessa questione del governo dei territori, sempre più abbandonati a loro stessi.

È sotto gli occhi di tutti il fallimento dell’idea, praticata dalla Giunta Romizi, che la partecipazione e il governo dei territori possano essere efficacemente assicurati in maniera burocratica e verticistica solo dalle stanze di Palazzo dei Priori, tanto più se si tiene conto delle promesse elettorali del centro-destra in materia di partecipazione, rimaste completamente disattese (Consigli Grandi mensili nei territori comunali; partecipazione e ascolto prima di realizzare una nuova opera pubblica o decidere l’uso di una determinata area).

La partecipazione politica, il civismo e la democrazia dal basso sono i migliori antidoti alla demagogia populista e alla cosiddetta “democrazia del pubblico” (nel senso di audience, non di public).

A Perugia, nonostante lo sbandierato “civismo” della giunta di centrodestra, la partecipazione è stata svuotata, ostacolata, atrofizzata. La ricostruzione di un progetto per la Città passa attraverso il rafforzamento delle relazioni tra i cittadini, le associazioni e le organizzazioni. Significa sperimentare percorsi innovativi di comunità; organizzare i quartieri, i gruppi d’interessi comuni; affrontare i problemi e individuare insieme le soluzioni; collaborare, adottare approcci cooperativi anziché competitivi; unire forze disperse in una visione comune; riannodare legami, stipulare nuovi patti e ritrovare fiducia e motivazioni. Significa produrre un’integrazione totale con gli strumenti digitali, mettere a punto database accessibili e trasparenti sui singoli temi affrontati, utilizzare i social per costruire legami e non come arena di scontro. Significa ripensare le modalità della politica di base a partire dal metodo del community organizing.

Senza un assetto strutturato e stabile, la partecipazione democratica resterà parola vuota.

La necessità di un immediato intervento che garantisca una effettiva partecipazione “dal basso” deriva anche dalla particolare estensione del territorio comunale. Perugia, con i suoi 449,51 km2 di superficie, si trova all’undicesimo posto nella classifica dei Comuni italiani per estensione; ciò rende complessa la gestione e il governo dei territori della Città,  tenuto conto anche della diversità tra le zone che la compongono. Favorire forme stabili di aggregazione e partecipazione alle attività politiche e amministrative della Città non può che migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione di governo da parte dell’Amministrazione, attraverso la cooperazione virtuosa bottom-up tra cittadini e Comune.

Il progetto di istituire in via istituzionale organismi di partecipazione, sperimentati già in molte altre amministrazioni, risponde quindi all’esigenza di attivare forme e luoghi reali per valorizzare la partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita politica ed amministrativa di Perugia, garantendo così la rappresentanza delle esigenze della popolazione dei rispettivi territori. Per questo è necessario mettersi in modalità di ascolto e promuovere consultazioni periodiche delle persone sui problemi – macro e micro – della città: veri e propri caucus che ci portino a realizzare nuovi luoghi di decisione dal basso.

Perché tutto questo abbia un senso, i cittadini coinvolti devono poter contare, dire la loro, decidere e ricevere feedback costanti sull’andamento delle questioni trattate (principio di accountability): chiederemo pertanto ai nostri eletti di essere le antenne che captano le istanze dei territori e i terminali che le rappresentano nelle istituzioni.

Vogliamo trasformare l’esclusione delle persone dai processi economici, sociali e politici in speranza e progetto per il cambiamento, anche rendendo più capillari i luoghi istituzionali della democrazia, della partecipazione e dell’amministrazione: l’ impegno con la Città, pertanto, è  quello di presentare una proposta concreta di realizzazione dei Consigli Territoriali di Partecipazione a Perugia, da prevedere nella programmazione del prossimo Consiglio Comunale, elaborando un regolamento adeguato che possa istituirli e dare ad essi una forma coerente con i principi e gli obiettivi sopra indicati.

DEFINIZIONE

I Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP) sono organismi volontari ed elettivi. Esercitano funzioni consultive, di informazione e di proposta nei confronti del Consiglio Comunale e della Giunta, oltreché di supporto e di riferimento per i cittadini, aiutandoli anche nel disbrigo di adempimenti burocratici e amministrativi. Non possono assumere atti di natura decisoria, e non possono avere un proprio budget finanziario da gestire.

Ritenendo fondamentale la loro funzione di rappresentanza territoriale, quali organismi di partecipazione e di collaborazione con l’amministrazione e con il governo della Città, il modello individuato per la costituzione degli organismi è quello della elezione diretta da parte dei cittadini, auspicabilmente estendendo l’elettorato attivo e passivo anche ai sedicenni (ai quali va garantito il diritto di incidere sulle scelte politico-amministrative che riguardano il loro futuro) e agli stranieri residenti (che rappresentano circa un quinto della popolazione cittadina e costituiscono una ricchezza per il territorio laddove esiste uno scambio continuo di informazioni ed esperienze tale da rafforzare la vocazione internazionalista di Perugia. Oltre al coinvolgimento nei CTP, appare necessaria una seria riforma della Consulta degli Immigrati unitamente ad una ridefinizione del ruolo del Consigliere comunale aggiunto, tali da garantire effettività alla partecipazione delle comunità degli stranieri alla vita politico-amministrativa cittadina).

La disciplina relativa a sistema e modalità di elezione, alle questioni di elettorato attivo e passivo, incandidabilità, eleggibilità, incompatibilità, decadenze, così come la partecipazione civica delle comunità straniere presenti sul territorio comunale, sia appartenenti all’Unione Europea (che già possono votare per il Sindaco e per il Consiglio comunale), sia per i cittadini stranieri e gli apolidi che non siano in possesso della cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea e che risultino essere residenti nel Comune da almeno un anno, è rimessa all’autonomia dell’ente e verrà stabilita e descritta in apposito regolamento comunale.

Si evidenzia che ai sensi dell’art. 8, c.4 del TUEL le consultazioni popolari elettorali e referendarie volte a valorizzare e promuovere forme di partecipazione all’amministrazione del comune “non possono aver luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali”, pertanto l’eventuale consultazione popolare per l’elezione dei Consigli Territoriali di Partecipazione non può essere contemporanea alle elezioni amministrative comunali, ma precedente o successiva. Occorre quindi immaginare strumenti alternativi ed innovativi per l’elezione di tali organismi, proponendo anche possibili progetti di riuso tra il Comune di Perugia e gli altri Enti Pubblici Italiani, o ipotizzando la sperimentazione di voto elettronico.

Il numero dei componenti può variare in relazione alla popolazione e all’estensione territoriale. In base ad esperienze di Comuni con popolazione simile al Comune di Perugia si può ipotizzare un minimo di 5 ed un massimo di 11 consiglieri. La durata in carica dei consiglieri è rimessa all’autonomia normativa dell’ente: potrebbe essere di 5 anni come la durata in carica del Consiglio Comunale, anche al fine di una continuità di azione politico-amministrativa.

La sede dei CTP sarà coincidente con gli Uffici decentrati del Comune presenti sul territorio.

FUNZIONI E COMPETENZE

I CTP esercitano funzioni consultive e di proposta nei confronti del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale, che si impegnano a rispondere ai Consigli Territoriali di Partecipazione entro un termine stabilito da apposito regolamento comunale. Svolgono, inoltre, funzioni di rappresentanza dei bisogni delle comunità locali e di promozione della partecipazione attiva.

In particolare i CTP dovranno occuparsi delle seguenti attività:

a) esprimere pareri obbligatori non vincolanti e formulare proposte, di propria iniziativa o su richiesta dell’Amministrazione Comunale;

b) approfondire la conoscenza dei problemi di carattere economico, sociale, ambientale, culturale, sportivo, igienico-sanitario del proprio territorio anche al fine di consigliare eventuali soluzioni o collaborare nell’individuarle, in armonia con le esigenze locali, bilanciandole e tenendo conto della specificità del territorio di riferimento;

c) promuovere rapporti con singoli, gruppi e istituzioni al fine di contribuire all’informazione e all’approfondimento, rivolti alla collettività di riferimento, di problemi economici, sociali, ambientali, culturali sportivi e igienico-sanitari;

d) collaborare alla programmazione delle attività sociali, culturali e sportive realizzate nel proprio territorio, coordinandosi con gli assessorati competenti e con le associazioni di quartiere presenti ed operanti nel territorio comunale, promuovendo e favorendo forme di co-progettazione e di co-creazione;

e) partecipare attivamente all’elaborazione di progetti e/o proposte di intervento in materia di opere pubbliche e proporre interventi relativi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici e della viabilità, specie in occasione di scelte dell’amministrazione ed iniziative relative a grandi progettualità che possono incidere in maniera determinante sull’assetto del territorio e sulla vivibilità e gestione di un’area più o meno ampia della Città, fornendo eventuale collaborazione all’assessore competente, al fine di evitare azioni politiche non adatte al singolo quartiere e peggiorative della qualità di vita dell’intera comunità;

f) promuovere e suggerire interventi a sostegno della partecipazione e aggregazione sociale;

g) elaborare proposte per la formazione del Bilancio di tipo partecipativo;

h) proporre e suggerire interventi relativi alle politiche ambientali riguardanti il territorio di riferimento;

i) collaborare con gli organi competenti nella gestione delle emergenze;

l) collaborare con il sistema di protezione civile;

m) esprimere pareri non vincolanti sul bilancio partecipativo.

ORGANI ED ORGANIZZAZIONE

Rimettendo al regolamento comunale in materia la relativa disciplina, si prevede la seguente organizzazione:

1) Consiglio Territoriale di Partecipazione;

2) Coordinatore del CTP (con la previsione di un vice-coordinatore e del segretario verbalizzante facenti parte del Consiglio stesso).

Si precisa che le cariche di consigliere e di coordinatore sono svolte a titolo gratuito, non potendo essere previsti retribuzioni, indennità, gettoni di presenza né rimborsi di nessuna natura o specie.

Oltre agli organi sopra citati, immaginiamo che i Consigli Territoriali di Partecipazione possano utilizzare anche altri strumenti per agevolare la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione sui propri territori. Alcuni di essi possono essere:

ASSEMBLEE DEI CITTADINI

I Coordinatori del Consigli Territoriali di Partecipazione, in accordo con il Sindaco o suo delegato, convocano le Assemblee dei cittadini almeno una volta all’anno, per discutere e approfondire problematiche ed interessi specifici dell’area territoriale. Le Assemblee sono convocate inoltre per dare riscontro alla cittadinanza delle azioni intraprese e dei progetti realizzati sui territori. La funzione è di favorire proposte, suggerimenti e osservazioni da parte dei cittadini, di promuovere la loro partecipazione attiva, in prima persona, al dibattito sugli indirizzi e sulle scelte in materia economica, sociale, culturale, sportiva, urbanistica, ambientale e di pianificazione della rispettiva area.

LABORATORI TEMATICI

Allo scopo di approfondire e proporre soluzioni su argomenti   di   specifico   interesse   del   territorio sono istituiti Laboratori Tematici, che possono essere composti da rappresentanti individuati tra i Consiglieri del Consiglio Territoriale di Partecipazione, rappresentanti di Soggetti Associativi iscritti all’albo comunale, associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, altre organizzazioni riconosciute dalla normativa vigente, rappresentanti di comitati civici e protagonisti del territorio con particolare competenza sullo specifico argomento da trattare. Tali laboratori di cittadinanza possono fungere da supporto ai CTP per approfondimenti e proposte di soluzione su temi specifici di ciascun ambito e presidio territoriale.

CITTADINANZA ATTIVA

Al fine di promuovere la cittadinanza attiva vengono sostenuti progetti di volontariato con la finalità di orientare i cittadini verso un maggiore impegno sociale.

CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI TERRITORIALI

Con l’obiettivo di rendere ogni singolo Consiglio Territoriale di Partecipazione un luogo di incontro e collaborazione tra cittadini, istituzioni e realtà associative, anche tenendo conto che una delle funzioni di tale organo, come già indicato, è quella di collaborare alla programmazione delle attività sociali, culturali e sportive realizzate nel proprio territorio, coordinandosi con gli assessorati competenti e con le associazioni territoriali  presenti ed operanti nel territorio comunale, viene prevista ed istituita la Consulta delle Associazioni territoriali, formata da ogni forma associativa esistente sul territorio: proloco, parrocchia, polisportiva ecc… che voglia aderirvi e dare il proprio contributo alle attività promosse dai CTP .

LE CAMMINATE DI QUARTIERE

I CTP possono organizzare almeno una volta all’anno le Camminate di Quartiere come momento di conoscenza approfondita del territorio. Le Camminate potranno essere proposte anche dai cittadini, dalle associazioni e dai Laboratori Tematici. Ad esse potranno partecipare anche uno o più rappresentanti istituzionali del Comune di Perugia (Sindaco o suo delegato), come ulteriore occasione per gli amministratori locali di essere presenti sul territorio, conoscerlo nei dettagli ed ascoltare le istanze dei residenti. Durante il percorso i partecipanti potranno scambiare osservazioni, esporre problematiche ed idee, condividere informazioni e far nascere spunti per la soluzione dei problemi emersi. Al termine il coordinatore del Consiglio Territoriale di Partecipazione redigerà una breve sintesi di quanto emerso, con proposte di possibili soluzioni, da realizzare, eventualmente, anche con la collaborazione dei cittadini, secondo il principio di sussidiarietà. Le camminate di quartiere vengono adeguatamente divulgate tra la popolazione al fine di garantire ed incentivare la massima partecipazione.

BILANCIO PARTECIPATIVO

Al fine di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo e all’elaborazione della politica municipale viene istituito il Bilancio Partecipativo. Annualmente la Giunta comunale attiva tale procedura, realizzata su base territoriale nei vari quartieri in cui è suddivisa la Città. L’organizzazione di incontri pubblici permette alla popolazione di ciascun territorio di essere costantemente informata sulla gestione delle risorse cittadine, di indicare i propri bisogni e/o necessità e stabilire delle priorità in vari campi al fine di destinare o ridurre le risorse ai vari settori in base a quanto l’amministrazione dispone.

PORTIERATO DI QUARTIERE

La figura del Portiere di quartiere, già sperimentata a Perugia con grande successo, è una figura di riferimento per il territorio, una persona che, con visibili azioni quotidiane e concrete, rappresenta in maniera tangibile la volontà di protagonismo e di partecipazione della cittadinanza; è un simbolo dell’alleanza tra amministrazione comunale, privato sociale e associazioni di cittadini nei borghi e nei quartieri, personificando il senso di appartenenza ad una comunità. Si tratta di una concretizzazione del fenomeno della “partecipazione dal basso” e di sinergia tra cittadinanza, associazionismo ed ente pubblico. La presenza di una figura come questa restituirebbe un senso di sicurezza ai cittadini e rappresenterebbe un presidio fisico e sociale. Perugia era stata all’avanguardia come prima Città in Italia a sperimentare questa esperienza.

Le attività che sarebbe chiamato a svolgere questo soggetto, che potrebbe essere individuato anche tra i partecipanti al bando del servizio civile, possono essere molteplici e diversificate, per esempio:

a) raccolta e segnalazione delle problematiche dei cittadini;

b) punto di informazione e di riferimento, mettendo anche in contatto bisogni e risorse;

c) cura e decoro degli spazi pubblici;

d) aiuto e sostegno ai soggetti deboli, come anziani e bambini;

e) presidio degli spazi del quartiere, specie delle zone sensibili (scuole, aree verdi, bagni pubblici…);

f) promozione di attività e momenti condivisi e socializzazione, organizzando piccoli eventi ricreativi.

ASSESSORE COMUNALE CON DELEGA ALLA PARTECIPAZIONE

È opportuno prevedere una delega assessorile specifica alla partecipazione, così da garantire un’interlocuzione politica certa per i CTP, oltreché un costante impulso agli strumenti di partecipazione.

CONCLUSIONI

È il tempo di un forte segnale alla Città, avanzando una chiara proposta di cambiamento in ambito di partecipazione e sviluppo dei territori, in discontinuità con il passato, con l’ambizioso obiettivo di cambiare radicalmente e dal basso la vita politica e amministrativa della Città, rimettendo al centro i cittadini, singoli e/o associati, valorizzandone il ruolo e garantendo effettività al principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 ult. comma Cost.). La proposta di istituire i Consigli Territoriali di Partecipazione, di regolamentarne organizzazione e funzionamento e di prevedere correlati strumenti di partecipazione va in questa direzione e costituisce un tassello centrale della Perugia che vogliamo per i prossimi