Comunicato stampa

Meglio ripartire con disciplina e onore, come impone l’art. 54 della Costituzione.

Rivendicando tutto quanto di giusto e importante è stato fatto in questi anni (tra cui uno dei migliori servizi sanitari regionali d’Italia), ma riconoscendo allo stesso tempo errori e mancanze.

Il punto non è il garantismo, che non può significare attendere come nulla fosse che i processi penali facciano il loro corso.

La responsabilità penale, che è personale, non può coincidere con la responsabilità politica, che è collettiva: in questo caso, i processi penali ci saranno proprio perchè la politica non è riuscita ad arrivare prima della magistratura. E se alcuni fatti e comportamenti non verranno riconosciuti come reato, come ogni garantista si augura, nondimeno i fatti e i comportamenti restano e devono interrogare tutti, anche chi è totalmente estraneo ad essi.

A questo punto appare chiaro come manchino le minime condizioni politiche per garantire un governo solido e riforme serie per l’Umbria. Provare a farlo sotto assedio, con un logorante stillicidio quotidiano, significherebbe solo prolungare una lenta agonia, con una sorta di accanimento terapeutico che non serve all’Umbria e agli umbri. E tanto meno al PD.

È giunto quindi  il tempo di dare un chiaro e netto messaggio di cambiamento. E’ giusto farlo. Siamo obbligati a farlo. Ma farlo valorizzando una storia di governo che ha cambiato in meglio l’Umbria, anche in questi ultimi anni. E senza nascondersi limiti e criticità. Ed introducendo cambiamenti profondi  rispetto a quegli aspetti di un sistema che in alcuni  suoi ambiti  ha cercato di produrre consenso  con metodi e favoritismi, che non appartengono alla storia del PD e ai valori dei tantissimi elettori che ogni giorno combattono per affermare merito, talento e professionalità.

Occorre voltare una pagina importante nella storia di questa Regione, per aprire tutti insieme un nuovo percorso partendo da tutto ciò che di buono è stato fatto per tornare ad essere credibili e in sintonia con le persone.

Non ci sono altre strade per far vedere di aver capito. Questo ci chiedono i tanti cittadini che stiamo incontrando in questa campagna elettorale per le amministrative, questo si aspettano dai nostri consiglieri regionali eletti nella lista del PD.