Chiarezza, responsabilità e rispetto della cittadinanza: chiediamo troppo?

Oramai è chiaro che il colore dell’Umbria e di Perugia è il Rosso vergogna.  Dopo che la presidente di regione manda la palla in tribuna “alla viva il parroco” lasciando ai comuni l’onere di importanti decisioni, il sindaco di Perugia decide di non decidere, con un assessore che, non richiesto e forse ispirato dai giorni della merla, arriva a distribuire colpe via social nelle chat delle scuole. Tutto questo è inammissibile.

Chiediamo con forza conto e ragione: ci spieghino come e perchè siamo arrivati a questo punto. Gli umbri ed i perugini devono sapere cosa (non) è stato fatto in questi ultimi 10 mesi in sanità, nei trasporti pubblici, nella socialità cittadina, per additare i giovani come untori e le scuole come capro espiatorio. La sensazione è che si stiano coprendo incompetenza e immobilismo, dando la colpa alle persone!

Tutto questo è inaccettabile. Non funziona più la tecnica di mettere i problemi sotto il tappeto, non c’è più posto, e infatti quando riemergono non rimane che giocare a un irresponsabile scaricabarile. Altre regioni e altre città (anche vicine a noi) hanno preso per le corna i problemi, li hanno governati e ora possono provare a rialzare la testa.

Basta vedere come la Toscana si è mossa in questi mesi per arrivare pronta alla seconda ondata: migliaia di assunzioni in sanità, migliaia di mezzi pubblici aggiuntivi, test rapidi per studenti e docenti per garantire il rientro a scuola in sicurezza.

Non a Perugia, non in Umbria.

Chiediamo serietà, chiarezza, trasparenza e soprattutto assunzione di responsabilità.

È troppo pretendere comunicazioni istituzionali certe e precise, anzichè messaggi nei gruppi Whatsapp dai contenuti discutibili, inadeguati e irriguardosi nei confronti dei giovani e delle famiglie? Stiamo parlando della salute pubblica e del diritto alla scuola, non del più e del meno.  L’Umbria e Perugia meritano di più e meglio.